Labyrinthum Daedalus

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Il topo di laboratorio vede perfettamente le pareti del suo labirinto, e può essere abbastanza intelligente da trovare una via d’uscita. Ma presumibilmente non sa di trovarsi in un labirinto, né di essere l’oggetto di un esperimento condotto da un mammifero molto più intelligente di lui. La sua comprensione del mondo è esatta, ma limitata a quei pochi elementi che sono necessari alla sopravvivenza della sua specie.

Quante più cose, invece, conosce lo sperimentatore! Egli sa di trovarsi in un minuscolo granello di terra che gravita nello spazio infinito. E sa di galassie e nebulose, e dei molti altri pianeti simili al suo. Anche lui, come il topo, può scrutare le pareti del suo labirinto. Ma non è detto che possa veramente comprenderlo. Può darsi che per questo ci voglia un’intelligenza che oltrepassa le sue facoltà.

Forse, da qualche parte nell’universo, esistono delle creature che sono tanto più intelligenti di lui, quanto lui lo è rispetto ai suoi topi. Per queste ultraintelligenti creature, le grandi conquiste del genere umano non sono che trastulli puerili. Finora abbiamo dubitato dei sensi a causa di un pregiudizio atavico nei confronti del corpo, quando avremmo dovuto dubitare del nostro intelletto. O forse dovremmo dubitare di ogni intelletto. Forse esistono labirinti da cui nessuno uscirà mai vivo.

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