Io vi insegno il Superometto!

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Una delle peggiori e più comuni pratiche in filosofia consiste nell’adozione di un atteggiamento che potremmo definire agonistico. Il tipo di filosofo che io definisco agonistico o Superometto si riconosce soprattutto da questo: è più interessato a vincere nelle dispute, a battere l’avversario, che non a capire le cose.

Questo tipo di filosofo è chiaramente riconoscibile da alcuni tratti del suo modo di argomentare. Indicherò i tre che mi sembrano più caratterizzanti:

  1. Il tono apodittico: il Superometto tende a presentare le proprie opinioni in modo apodittico, senza argomentarle, e senza dare l’impressione di nutrire il minimo dubbio sulle tesi che vuole sostenere. Ad es. mettiamo che stiate cercando di venire a capo con qualcuno di un certo problema. Ne state discutendo all’interno di un gruppo Facebook. Ciascuno porta le sue ragioni e la discussione va avanti per un po’. Il Superometto è quello che piomba nel mezzo della discussione col tono di chi sta dicendo: “Non avete capito un cazzo voi due: adesso vi spiego io come stanno veramente le cose!” Segue una affermazione (quasi sempre una stronzata madornale) calata dal cielo, senza la minima argomentazione di supporto.
  2. Lo slittamento: il Superometto inizia la discussione sostenendo una certa tesi, che chiameremo A. Voi confutate la sua tesi con dei buoni controargomenti. Lui se ne rende conto, ma non vi dà ragione (sia mai!): piuttosto modifica la sua tesi di partenza in modo da renderla immune alla vostra critica. Adesso non sostiene più A, ma B. Solo che non ammetterà di aver cambiato idea, ma dirà di aver sempre sostenuto B. Casomai siete voi che non avete capito bene cosa voleva dire.
  3. La prende sul personale: il Superometto riesce difficilmente a mantenere la calma quando lo criticate, specie quando le critiche vanno a segno. La ragione è questa: è attaccato alle sue idee non perché abbia delle buone ragioni per farlo, ma perché è lui a sostenerle. Di conseguenza, ogni critica viene percepita come un affronto personale, come un attacco a cui risponde in modo isterico, spesso ricorrendo anche a forme più o meno larvate di insulto personale.

PS: queste considerazioni non vanno intese in nessun modo come una critica, nemmeno indiretta, alla filosofia di Nietzsche.

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