Fallacie informali: il pendio scivoloso

Slippery-Slope

Mettiti la maglia, sennò ti prendi una broncopolmonite, e allora ti devo portare in ospedale dal dottore che ti fa la puntura!

Così gridava una madre ansiosa al proprio pargolo, mentre questo scorrazzava con gli amici in un parco giochi, in quel di Venezia.

Benvenuti nel magico mondo dello slippery slope, o pendio scivoloso, la fallacia che consiste nel dire che se fai (o non fai) una certa cosa, inesorabilmente seguiranno delle conseguenze spiacevoli, senza che ci venga spiegato bene il perché.

Voi direte: ma ci sono effettivamente delle azioni che comportano delle conseguenze spiacevoli. Ad esempio, sarebbe perfettamente sensato se una madre dicesse al proprio figlio: “Non ti buttare dalla finestra, sennò ti rompi l’osso del collo.” Qui il nesso tra la causa e l’effetto è evidente e, soprattutto, probabile.

Il caso della maglia, però, è molto diverso: è certamente possibile che un bimbo che non si mette la maglia finisca in ospedale con una broncopolmonite. Ma ci vogliono dei passaggi intermedi perché dalla causa si arrivi all’effetto. La fallacia del pendio scivoloso salta questi passaggi senza apparente motivo, per arrivare direttamente alla temuta catastrofe.

È una fallacia è molto comune e molto usata nelle questioni socio-politiche. Un esempio è quando si afferma che chi fuma le canne è destinato a diventare un eroinomane (è vero che quasi tutti quelli che si fanno di eroina hanno iniziato dalle canne, ma non è vero l’inverso).

Altro esempio: il 17 giugno 2015 Valerio Neri, direttore generale dell’organizzazione Save the Children Italia, ha pubblicato un articolo sul problema dell’immigrazione. Lo spunto è la decisione da parte del governo francese di bloccare alla stazione di Ventimiglia gli immigrati africani che cercavano di passare la frontiera per andare in Francia. Il pezzo si conclude con queste parole:

come è possibile che la grande Europa non sappia accogliere poche centinaia di bambini per singola nazione? Ridicolo. Senza questo coraggio, sarà l’Europa a morire e, allora sì, avremo davvero dimenticato “Se questo è un uomo”.1

Se questo è un uomo è il titolo di romanzo autobiografico di Primo Levi, lo scrittore ebreo che, nel 1943, fu deportato ad Auschwitz. Sembra dunque che Neri voglia insinuare un argomento del genere:

1. Se l’Europa non accoglierà i bambini profughi, la memoria dell’Olocausto verrà cancellata.

2. Dimenticare l’Olocausto significa porre le premesse perché quell’orrore abbia a ripetersi.

3. Ma l’Europa non sta accogliendo i bambini profughi.

4. Quindi l’Europa sta creando le premesse per un nuovo Olocausto.

Ellamadonna!

1 Neri, V. “‘Se questo è un uomo’, se l’Europa morirà avremo dimenticato Primo Levi.” Huffingtonpost: http://www.huffingtonpost.it/valerio-neri/se-questo-e-un-uomo-se-leuropa-morira-avremo-dimenticato-primo-levi-_b_7601778.html?utm_hp_ref=italy

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