Due classici dilemmi etici

trolley-problem

Come vi comportereste se vi trovaste in queste situazioni?

Caso 1: il vagone ferroviario

C’è un vagone ferroviario con i freni rotti che viaggia a grande velocità. Davanti al vagone ci sono cinque individui legati ai binari. Se proseguirà nella sua corsa, il vagone ucciderà quelle persone. Voi però avete la possibilità di tirare una leva e di far deviare il vagone su un binario laterale, dove c’è una persona legata.

Cosa fate? Non fate nulla è lasciate morire cinque persone, oppure sacrificate la persona sul binario laterale per salvare le altre?

Caso 2: il trapianto di organi

Adesso siete un chirurgo a capo di una clinica. Avete in cura cinque pazienti che hanno bisogno di un trapianto urgente di organi per rimanere in vita. Ogni paziente necessita di un organo diverso. A un certo punto si presenta un paziente sano per una visita di controllo. Vi viene un’idea: potreste anestetizzare il paziente con un inganno e usare i suoi organi per salvare gli altri cinque che avete in cura.

Cosa fate? Non fate nulla e lasciate morire cinque persone, oppure sacrificate il paziente sano per salvare le altre?

Se avete risposto diversamente a queste domande chiedetevi perché.

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9 pensieri su “Due classici dilemmi etici

  1. è corretto rispondere diversamente, perché il primo esempio non implica l’azione diretta a causare un danno: se io aziono lo scambio, non è colpa mia se qualcuno passeggia sugli altri binari (ammesso che mi preoccupi dei 5 che salvo, che sono evidentemente coglioni allo stesso modo); ma se espianto organi dopo aver addormentato qualcuno, tutta la mia azione è intesa a quello scopo.
    Sarebbe più complicato se al posto del primo esempio ci fosse quello alternativo del trolley problem, dove si deve buttare giù l’uomo grasso dal cavalcavia

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  2. anzi correggo: non avevo ben visto che gli individui sarebbero legati ai binari. Ma questo rinforza l’opzione “allora posso dare risposte diverse”, perché non ce li ho legati io, è colpa di qualcun altro

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  3. Dopo aver letto questo pezzo mi sono andato a rileggere “Del profumo dei croissants caldi e delle sue conseguenze sulla bontà umana” di Ruwen Ogien, in cui vengono proposti alcuni rompicapi morali per profani come me. Innanzi tutto, ho visto che avendo dato 2 risposte diverse mi trovo in buona compagnia. Come mostra uno studio su problemi simili (Hauser, 2007), l’89% degli intervistati riteneva moralmente lecito azionare lo scambio, ma immorale spingere l’uomo grasso giù dal cavalcavia.
    La ragione per cui la seconda azione mi sembra immorale, secondo me è dovuta al fatto che il mio coinvolgimento è molto più diretto, mentre nel primo caso l’azione è più impersonale. Allo stesso modo per cui (perdona la crudezza) è meno ripugnante uccidere 100 persone tutte insieme con una bomba lanciata da un aereo piuttosto che una a una a pugnalate.
    Che la mia intuizione morale riesca a distinguere tra trattare le persone come un fine o come un mezzo mi sembra poco probabile. In ogni caso non riesco a giustificare le mie risposte in modo razionale. Tu ci riesci?

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  4. Io penso che l’intuizione alla base della diversità di risposta tra il primo e il secondo caso consista nella «quantità d’azione» necessaria nei due casi. Là dove l’azione è minima – come azionare uno scambio – siamo portati alla risposta utilitaristica: salvare il maggior numero possibile di persone. Se invece l’azione è complessa e richiede in qualche modo uno sforzo fisico non esiguo, come sedare, legare e operare un paziente o spingere un ciccione oltre il parapetto, allora siamo portati a preferire l’omissione, qualunque sia il suo esito (anche se probabilmente per esiti particolarmente catastrofici l’intuizione potrebbe cambiare). Si può definire un’intuizione irrazionale, ma non credo che sia eliminabile dalla nostra vita morale: non è pensabile farne a meno – almeno non nel contesto culturale e sociale in cui ci troviamo. Dobbiamo prenderne atto e conviverci.
    Detto questo, non mi stupirei eccessivamente se saltasse fuori qualche esperimento mentale in grado di dimostrare che le cose sono ancora più complicate…

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    1. Nel primo caso io NON POSSO NON FARE NULLA. Lasciare le cose come stanno e far morire cinque persone diventa ,dal momento che sono presente, una mia scelta, quasi una mia responsabilità, quindi sono obbligato a tirare la leva…

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