Se tutti fossimo pacifisti! I problemi del pacifismo utilitarista di Nagel

soldato

Una politica uniforme di non uso della forza militare farebbe meno danni nel lungo periodo, se fosse seguita costantemente.

Così scriveva Thomas Nagel, in un articolo del 1972. È un modo un po’ contorto per dire che, se tutti fossero pacifisti, il mondo sarebbe un posto migliore, perché non ci sarebbero guerre.

Il problema di questa tesi è che lo stesso risultato (l’assenza di guerre) ci sarebbe se adottassimo la massima non pacifista:

Fai la guerra solo per autodifesa.

Se ci interessa avere un mondo senza guerre, allora entrambe le massime sono compatibili con un mondo senza guerre. Di conseguenza, questa versione utilitarista del pacifismo di Nagel non può mostrare la propria superiorità sul non pacifismo.

Inoltre, l’utilitarismo può altrettanto supportare l’interventismo: si potrebbe sostenere che, in alcuni casi, la guerra produce risultati positivi: ad es. si salvano più vite, o una piccola guerra può prevenirne una più grande.

Un utilitarista a-la-Nagel potrebbe rispondere che i benefici prodotti dal non combattere sono sempre superiori a quelli prodotti dal combattere. Secondo James Sterba, ad esempio, i benefici prodotti dalla guerra sono ampiamente sopravvalutati. Egli cita, a questo proposito, due esempi.

Il primo è la guerra d’Indipendenza americana. Se non fosse stata combattuta, il destino dell’America sarebbe stato simile a quello del Canada, che è rimasto fedele, e nessuno pensa che i canadesi abbiano sofferto le grandi ingiustizie che gli americani hanno evitato combattendo le guerre.

Il secondo esempio è la prima guerra mondiale: è difficile stabilire il bene prodotto dalla quella guerra. È stata una carneficina immane. Molto probabilmente, se non fosse stata combattuta, sarebbe stato meglio per tutti.

Il problema della difesa di Sterba è che moltiplicare gli esempi non aiuta la causa dei pacifisti, perché loro devono mostrare che nessuna guerra potrà mai giustificare l’uccisione di innocenti. Basta infatti trovare un solo controesempio per falsificare l’affermazione che tutte le guerre sono sbagliate. E un esempio di questo tipo potrebbe essere la seconda guerra mondiale. Supponiamo che Inghilterra e America fossero rimasti fuori dal conflitto e che la Russia si fosse arresa senza combattere. In questo caso una larga porzione del mondo sarebbe finita sotto il controllo nazista, che sarebbe stata asservita. Come la mettiamo?

___________________

NAGEL, THOMAS (1972), “War and massacre”, in Philosophy & Public Affairs 1, no. 2, pp. 123-43.

STERBA, JAMES P. (1992), “Reconciling pacifists and just war theorists”, in Social Theory and Practice 18, no. 1, pp. 21-38.

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2 pensieri su “Se tutti fossimo pacifisti! I problemi del pacifismo utilitarista di Nagel

  1. Come combattere una malattia… è necessario anestetizzare, introdurre sostanze dannose o altre cose che possono danneggiare l’organismo, che però riescono a farci guarire… ma quando qualcuno inizia a guadagnare nella produzione di questi farmaci probabilmente le malattie aumentano, come le guerre quando qualcuno guadagna sulla produzione di armi e i gli effetti benefici sono solo per pochissimi…sono andato fuori tema, interessante Thomas Nagel

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