Mi offendo, quindi sono

Pac-man

Pare che in Turchia, tra le altre cose, vogliano censurare il videogioco PacMan “accusato da alcuni funzionari di basarsi sull’idea subliminale di cacciare ‘donne musulmane velate’. Secondo loro i fantasmini del videogiocho rappresenterebbero delle ‘vergini da attaccare’.” (Repubblica, 26/06/2017) Lì per lì ho pensato che, in quel gioco, sono in realtà le donne musulmane velate che cacciano PacMan. Tranne quando lui prende le pasticche di droga (Krokidil?) e inizia a mangiarsi le vergini musulmane, ma solo fino a che dura l’effetto della droga.

Poi ho pensato che, forse, nessuna delle due interpretazioni è corretta. Forse PacMan rappresenta il ricco capitalista occidentale (avete notato quanto è grasso?) che sfrutta le risorse naturali dei paesi del Terzo Mondo, pappandosi tutti quei puntini (le risorse naturali), e che i “fantasmini” rappresentano la resistenza locale fatta di uomini e donne ridotti a un’esistenza spettrale dall’alienazione del Capitale. I fantasmini, come tanti piccoli Che Guevara, cercano di rivendicare ciò spetta loro di diritto. Siccome però il giocatore ha i comandi di PacMan, è indotto a identificarsi psicologicamente con le forze imperialiste del Capitale.

Possibile che nessuno si offenda per questa cosa? E Fusaro, muto?

Annunci

5 pensieri su “Mi offendo, quindi sono

  1. A me verrebbe voglia di discutere su: ‘il senso del reale nell’era virtuale’ con sottotitolo ‘McLuhan – Negroponte nocchieri dell’apocalisse’

    Mi piace

  2. Mi inquieta il colorare giochi che, ai più, sembrano innocenti, anzi, quasi ‘politically correct’:nessuna immagine di viventi, nessuna caratterizzazione di luogo, nessuna aggregazione sociale riconoscibile, con sovrastrutture culturali ben specifiche e pregnanti.

    Se è noto che ogni società crea i propri simboli ed icone, positive o negative, se é vero che il disegno ed il gioco é stato sempre impiegati per propaganda o assimilabili, è pur vero che non c’é storia di manipolazione ideologica di puri simboli grafici, tra l’altro in uso prima che esplodesse il disagio verso certe molto evidenti manifestazioni esterne della propria interpretazione del culto, con espressione anche di una trasposizione temporale, curiosa ma inquietante.

    Negroponte, nel suo ‘Being Digital’ traccia la storia della cultura digitale, all’epoca del testo al quasi suo inizio, ed i suoi possibili sviluppi, attulmente al centro dell’attenzione nelle diverse società: occupazione, tempo, interconnettovità, privacy, estetica: non ne nasconde effetti negativi possibili, ma a questi oppone la necessità della conoscenza.

    McLuhan invece, nel suo invito a comprendere l’evoluzione della comunicazione con i suoi linguaggi, e penso al suo ‘This is the message’ e a seguire in ‘Understanding media’ pone lucidamente in fila la sua teoria dell’evoluzione della comunicazione in un’epoca in cui il computer ed internet erano o agli albori o di là dal venire.
    Tra le sue osservazioni c’è una interessante osservazione nel capitolo ‘Challenge and Collapse’ al riguardo di comunità di diversa estarzione che vivono fianco a fianco con scarsa o nessuna osmosi tra loro le quali sono foriere di esplosioni, guerre/tensioni crude e crudeli, e cita Arnold Toynbee in ‘A Study of History’ che lette alla luce dell’attualità cosi cruenta risultano profetiche.

    A fronte di tutto questo la mia provocazione sul ‘senso del reale nell’era virtuale – McLuhan – Negroponte nocchieri dell’apocalisse’ vuole proprio significare la necessità di un ri-pensamento, in termini dapprima filosofici, poi sociali e politici, del reale rispetto alla comparsa del virtuale che é pervasivo di tutti i diversi stati delle diverse società umane.
    Un ri-pensamento che si applichi alle diverse capacità di decodificare i messaggi che incrociamo, consapevolmente o inconsapevolmente.
    Cosa significa ‘Questo é il messaggio’ per una comunità che ha valori e simboli diversi da un’altra?
    Quale sicurezza verso la propaganda ed i suoi mezzi?

    Nocchieri dell’apocalisse. Anche qui la lettura é doppia infatti, questi autori possono diventare la nostra traccia per comprendere che senza un profondo studio e considerazione dell’attualità anche nella sua sensibilità alla modulazione e rimodellamento da parte del virtuale del reale le società degli uomini potrebbero collassare violentemente e non solo implodere.
    Lo stesso sovvertimento delle tracce temporali, non intendendo il tempo in senso Bergsoniano, è fuorviante
    E preoccupante nello stesso tempo togliendo stabilità e tracciabilità alle idee prima ed ai fatti poi entrando nella barbarie della aleatorietà dei diversi destini.

    Mi piace

  3. Sì, beh, diciamo che lo scopo del mio articolo era più modesto. Volevo mostrare che, se hai una tesi a priori da dimostrare, puoi interpretare tutto in modo che sembri una conferma della tua tesi.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...