Cos’è una buona teoria?

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Supponiamo di avere due teorie, T1 e T2, che vogliono spiegare lo stesso fenomeno. Come facciamo a stabilire quale delle due è la migliore? Ci diversi parametri. Ne indicherò solo tre, che però sono molto importanti:

  1. Consistenza logica: è il più ovvio di tutti. Una teoria che contiene o che implica delle contraddizioni logiche, dei non sequitur, ecc. sarà molto più debole di una teoria più consistente.
  2. Potere esplicativo: più ampia è la classe dei fenomeni che una teoria riesce a spiegare, migliore sarà. Ad esempio, la teoria aristotelica dei luoghi naturali spiega perché una zolla di terra lanciata per aria ricade al suolo (perché la zolla “vuole” tornare al suo luogo naturale), ma non spiega come mai la Luna, che è pure fatta di terra, non cade giù. La meccanica newtoniana spiega perché questo succede, quindi è una teoria migliore (ovviamente, la relatività generale è una spiegazione ancora migliore di questa).
  3. Economia degli assunti di base: la lezione più importante che possiamo imparare da Darwin è, credo, la seguente: certi schemi (come la struttura ordinata degli organismi viventi) che hanno tutta l’aria di essere il risultato di un piano razionale, sono invece prodotti da un meccanismo cieco, che in nessun modo aveva “in mente” la produzione di tali schemi. La teoria della selezione naturale funziona, in questo senso, come un rasoio di Occam, nel senso che rende superflua l’ipotesi di un disegno divino: possiamo spiegare perché gli animali sono così perfettamente adattati all’ambiente basandoci sulle leggi naturali che già conosciamo, senza dover postulare l’esistenza di un intelligenza divina. In questo senso, la teoria di Darwin è più economica.

Ovviamente questi criteri sono regolativi, non assoluti: è sempre possibile, ad esempio, che una teoria più economica sia falsa, o che una teoria logicamente consistente lo sia.

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2 pensieri su “Cos’è una buona teoria?

  1. Ciao Dario,
    potrebbe essere adeguato aggiungere “potere predittivo”. Non per amore di completezza, ma per ragioni legate al contesto in cui la nozione di “buona teoria” viene usata. Prendi il dibattito realismo vs antirealismo. Il criterio di predittività è importante, forse più importante degli altri, per operare una riduzione della base induttiva e poter dire che dobbiamo essere realisti sulle entità postulate solo dalle “buone” teorie (in realtà si parla di teorie buone come di teorie mature, cioè quelle quelle che soddisfano un certo grado di unificazione e coerenza, che sono adeguate al metodo scientifico, che incorporano principi coerenti con altri domini della scienza, che ammettono vincoli teorici sui modelli. Ma evitiamo complicazioni).

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  2. Manca un altro punto: una buona teoria deve consentire al pensiero una progressione e immaginativa e fattuale.
    Come ben spiega il dadaista Feyerabend allorquando ci parla di Galileo e Tolomeo…
    Q
    Molte delle nuove teorie hanno in effetti dato spazio alla fantasia, la cosa importante é non smettere di pensare, ricercare e sperimentare con mente libera , se poi tutto deve essere economicizzato monetariamente allora..

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