Fusaro e la caduta tendenziale del plusgodimento

Fusaro
Mi ero ripromesso di non scrivere più su Diego Fusaro, ma dopo l’intervista di ieri sera da parte di quelli della Zanzara non sono riuscito a resistere. Vi riporto il testo quasi integrale dell’intervista. Il tema è la masturbazione. A mio avviso un capolavoro di comicità involontaria. Complimenti a Cruciani e Parenzo.
CRUCIANI – Come va? Direi che le presenze televisive abbondano, grazie anche a Parenzo?
FUSARO – Sì, direi che abbondino, ma la mia preoccupazione principale resta la lettura di Aristotile [sic!], Platone e Hegel sempre, non posso farne mistero.
PARENZOOgni tanto un pornazzo lo guarderà anche lei, professore…
FUSARO – Ma, io il godimento massimo lo traggo dalla lettura del Simposio di Platone o dalla lettura di Kant. Quindi posso rassicurarvi su questo fronte. Anzi, se posso suggerire anche a voi la lettura di suddetti autori, perché potrebbe giovare all’incremento della vostra formazione, già per altro acclarata.
CRUCIANI Però un professore universitario che fa delle letture così importanti, ogni tanto, la masturbazione come si colloca nella sua vita? Come una perdita di tempo, oppure come un atto necessario? Diversi filosofi hanno trattato questo argomento.
FUSARO – Certamente, suddetta pratica è una forma di autarchia egoistica, dove manca il rapporto con l’altro. Perché suddetta pratica che voi avete menzionato finisce di fatto per ricondurre l’individuo a una sorta di isolamento programmatico che lo rende simile più a un atomo che non a un membro della razza umana o a uno zoon politikon, come lo chiamava Aristotile, cioè un animale comunitario. Ecco perché anche i fenomeni che apparentemente sono sconnessi da relazioni sociali, come i fenomeni sociali, chiedono – Gramsci docet – di essere letti in una chiave filosofica che li riconduca ai problemi della società o, come li chiamava Marx, agli interessi materiali della società stessa.
CRUCIANI – E in questo caso la masturbazione è una forma di alienazione, cioè a dire la masturbazione la vedi in modo negativo, cioè chi è un masturbatore seriale, come il sottoscritto o come anche Parenzo come noto o altre persone, devono smettere questa pratica per quale motivo? Perché ti isola dal resto del mondo, ti isola nella relazione con l’altro?
FUSARO – Finisce di fatto per incrementare la grande tendenza nel nostro tempo che è quella dell’autismo acefalo che isola l’individuo dal tessuto comunitario di cui è naturalmente parte. Per cui la suddetta pratica che voi avete menzionato potremmo definirla tipica e coessenziale del neoliberismo imperante.
PARENZO Scusa, non ho capito dal neoliberismo come si arriva alla masturbazione…
CRUCIANI – Il legame, lui dice, è questo: essendo una cosa che ti isola, praticamente, è una forma – mi corregga professore se sbaglio – coessenziale, coesistente, vive insieme, vive e lotta insieme al liberismo, dice lui.
FUSARO – Proverò a fare luce su questo punto nodale citandovi in questo caso non un filosofo, ma una politica, Margaret Thatcher, la quale ebbe a sostenere che la società non esiste, esiste solo l’individuo…
CRUCIANI Ottimo!
FUSARO – …ebbene, se noi riconduciamo questa formula, questa locuzione, all’ambito erotico, al Nuovo Ordine Sessuale che si pone in coerenza col Nuovo Ordine Mondiale Capitalistico, troveremo che la pratica a cui voi avete riferimento rispecchia pienamente le tendenze sociali generali del Nuovo Ordine, dove appunto abbiamo un’atomistica di individui gaudenti, dove il rapporto stesso finisce per negarsi nella sua alterità.
CRUCIANI Però, scusi, anche in società non liberiste si facevano le pippe. Non è che solamente nella società occidentale, dove c’è il mercato, tutto quello che Fusaro considera negativo, c’è la masturbazione. La masturbazione è una cosa abbastanza costante nella vita.
FUSARO – Mi permetto, come Diego Fusaro, di replicare che senz’altro si faceva anche nelle società del passato, nei modi di produzione del passato, ma mai era divenuto, come è divenuta oggi, oggetto addirittura di encomio entusiastico, qual è quello che voi ne state testé tessendo a reti unificate a livello nazionale le lodi. Questo va puntualizzato, perché ritengo che sia un punto fondamentale, senza il quale non si inquadra giustamente la questione e si resta nell’ambito del chiacchiericcio o, anche detto, della sfera delle opinioni non scientificamente fondate.
CRUCIANI – Dunque, si può dire – detto in modo zanzaresco e non fusariano – meno pippe, più socialità, più famiglia, più relazioni tradizionali, più relazioni tête-à-tête?
FUSARO – La famiglia è l’ultimo baluardo di resistenza comunitaria al nesso sradicante del mercato che ci vuole tutti atomi consumistici in ambito economico e gaudenti in maniera autistica in ambito erotico, e dissolve i legami sociali. Occorre ripartire dalla comunità in ambito politico. La comunità si declina come Stato etico e, in ambito erotico si declina come famiglia, cioè come comunità immediata basata sul sentimento, la citazione è tratta da Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto.
PARENZO Quindi per lei professore il fatto che, ad esempio, Cruciani sia un praticatore seriale di gang bang, cioè di rassemblamenti di accoppiamenti con più persone, è proprio il prototipo del tatcherismo?
FUSAROSono episodi, come già dissi nell’intervento dell’estate scorsa, di squadrismo erotico, dove la comunità è negata a favore di forme squadristiche in cui l’individuo subisce l’attacco da più individui, che solo fintamente creano una comunità, perché in realtà l’individuo è soverchiato da altri individui, ciascuno dei quali mira solo alla valorizzazione del proprio plusgodimento, per dirla con Lacan.
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CRUCIANIUn’ultima cosa, professore, chiudiamo in bellezza. Per un professore come lei – marxista, hegeliano, eccetera – come si colloca in questa società contemporanea che lei tanto critica i transessuali? La transessualità è anch’essa frutto di questo mondo mercificato, di questo mondo troppo marcio? Mi dica, professore, mi dica.
FUSARO – Fermo restando che occorre sempre rispettare la vita inimitabile di ognuno…
CRUCIANI – Vabbè, questo lo diamo per scontato.
FUSARO – Ciò detto, proprio come negli anni Sessanta andava per la maggiore il mito del pater familias, perché eravamo in un capitalismo autoritario a base borghese, oggi va per la maggiore invece il mito transessualista dell’uomo che, appunto, è transessuale. Perché? Perché il capitalismo oggi impone un paradigma che non è più quello autoritario anni Sessanta, ma è il nuovo paradigma, potremmo dire, fludido, liquido…
CRUCIANI – Fluido, sì.
FUSARO – …no border, che non ha più confini…
CRUCIANI – Anche il sesso.
FUSARO – Ma certo, ce lo insegna Gramsci, le forme della sessualità sono sempre in stretta connessione con le forme della produzione, con i modi economici della produzione.
CRUCIANI  Dunque, più capitalismo, più trans! Questo è il punto.
PARENZO – Ma cosa vuol dire più capitalismo, più trans? Ma cosa dice?
FUSARO – Ma io l’ho scritto nel mio libro Pensare altrimenti: le forme della sessualità vanno interpretate ermeneuticamente alla luce delle forme sociali della produzione.
CRUCIANI – E qui siamo al top! Grazie professore, a presto.
FUSARO – Grazie a voi. Saluti da Diego Fusaro.
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