Il collo della colomba

Le percezioni hanno per gli uomini un qualche valore di verità dal momento che, come diceva Sesto Empirico, «il collo di una colomba, se diversamente inclinato, sembra di un colore diverso»? No, rispondono i metafisici, perché le percezioni sono una barriera che si frappone tra noi e le cose. Quando guardo un albero, non vedo un oggetto esterno, ma la mia stessa rappresentazione dell’albero, come se stessi guardando i cristalli di un caleidoscopio interiore. Anche una finestra è un oggetto che si frappone fra me e il paesaggio esterno. Sarebbe assurdo però affermare che, quando mi affaccio a guardare fuori, tutto ciò che vedo è una finestra. Ma i sensi ci ingannano, diranno i metafisici! E come fate a saperlo? Se la vostra mente è sigillata da porte di stagno senza fessure, non potete nemmeno sbirciare nel mondo per poter accertare l’inganno.

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Nietzsche contra Nietzsche

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L’insetto o l’uccello percepiscono un mondo del tutto differente da quello umano… la questione di determinare quale delle due percezioni sia la più giusta è del tutto priva di senso, poiché una misura in proposito dovrebbe essere stabilita in base al criterio della percezione esatta, cioè in base a un criterio che non esiste.

Così parlava il giovane Nietzsche, a cui però chiediamo: posto che il nostro modo di percepire sia uno dei tanti possibili, perché percepiamo proprio in quel modo e non in un altro? è un modo totalmente arbitrario? è possibile percepire un mondo che non ha nulla a che fare con la realtà esterna? e, in questo caso, potremmo ancora parlare di percezione? o non dovremmo forse parlare di allucinazione? non è forse vero che le percezioni servono alla sopravvivenza? e come potrebbero esserci utili se non ci agganciassero, in qualche modo, alla realtà? Ma lasciamo che sia lo stesso Nietzsche, ora divenuto maturo, a rispondere:

Non si tratta di “soggetto” e “oggetto”, ma di una determinata specie animale che prospera soltanto a condizione di una relativa esattezza… delle sue percezioni (in modo da poter capitalizzare l’esperienza).

Ben detto! Ma allora dobbiamo correggere il tiro, e affermare: il fatto che le diverse specie utilizzino diverse chiavi di accesso alla realtà è irrilevante. Per quanto diverse, queste chiavi devono in qualche modo aderire alla serratura (cosa che sanno bene gli scassinatori). In ogni caso, è sempre possibile comparare i diversi modi di percepire sulla base del criterio dell’esattezza. Chi percepisce più esattamente, e cioè chi ha maggiore capacità di discriminare, di cogliere maggiori dettagli, ha per ciò stesso più probabilità di sopravvivere. Così insegna anche la storia del mimetismo animale: chi non sa vedere il predatore appostato tra le piante è spacciato.