Senza Dio tutto è permesso?

 

 

14359030_10207591356277333_7297114245865156564_n

Quello che vedete qua sopra è uno scambio, avvenuto qualche giorno fa su Repubblica, tra il teologo Vito Mancuso e il giornalista Corrado Augias. Il problema che viene discusso è quello del fondamento della morale: cosa fa sì che le nostre azioni siano giuste o sbagliate? Esiste un fondamento o un criterio oggettivo per i nostri giudizi morali, oppure la morale è una questione di gusti e di preferenze personali?

La tesi di Mancuso è quella di Dostoevskij: se Dio non esiste, allora tutto è permesso. L’idea di fondo è che le nostre azioni hanno un valore morale (cioè possono essere buone o cattive) se e solo se anche il cosmo ha un valore morale (cioè è il risultato di un disegno intelligente volto al bene).

La risposta di Augias a questo argomento è disastrosa. Sostanzialmente dice che il disegno divino, ammesso che esista, ha miseramente fallito, perché noi umani lo abbiamo disatteso (e allora?). E poi conclude che, in fondo, è tutta una questione di opinioni. Della serie: tu la pensi così, io la penso cosà.

Peccato, perché ci sarebbe parecchio da dire sull’argomento di Mancuso. Ad esempio, si potrebbe osservare che la tesi di fondo di Mancuso è un non sequitur. Dal fatto che le nostre azioni abbiano un valore morale non segue affatto che anche il cosmo debba avere un valore morale. Infatti, nulla ci impedisce di pensare che le nostre azioni abbiano un valore morale che il cosmo non possiede.

Facciamo un esempio. Supponiamo che il cosmo non abbia alcun valore morale, e cioè che accadimenti cosmici come la formazione e la distruzione di stelle e galassie non sia né un bene né un male. Da questo segue forse che torturare un innocente non ha alcun valore morale? Io direi che ce l’ha, eccome: ha valore per la vittima, ha valore per i famigliari della vittima, e così via. Non c’è alcun bisogno di attribuire all’intero cosmo un significato morale perché queste azioni abbiano significato per noi. L’idea che qualcosa debba avere valore su scala cosmica perché abbia valore per noi è veramente bizzarra. E infatti nessuno ragiona così nella vita reale. La ragione per cui io non strappo di mano i giocattoli a una bambina non ha nulla a che fare col significato che io attribuisco al cosmo. Non lo faccio perché quei giocattoli sono importanti per la bambina, e perché sono in grado di capire che le farei del male se la privassi dei giochi.

 

Annunci